Introduzione
Siamo nell’anno 2102. Da tempo la Terra non è più l’unico mondo abitato dalla specie umana: colonie, stazioni, cantieri e distretti industriali si estendono ormai attraverso numerosi sistemi stellari, collegati da rotte percorse grazie ai motori a curvatura, che impiegano uno stato artificiale e metastabile di materia esotica noto come Voidmass.
In meno di un secolo i viaggi interstellari hanno trasformato l’economia, ridisegnato gli equilibri politici e spostato oltre il Sistema Solare il conflitto per il controllo delle risorse, delle infrastrutture e del lavoro. Le distanze, tuttavia, non sono scomparse: attraversare lo spazio continua a richiedere settimane, mesi o anni, e ogni nuova colonia porta con sé nuove forme di dipendenza, sfruttamento e disuguaglianza, spesso concentrate nelle mani delle megacorporazioni che controllano l’accesso alle risorse, i mezzi di produzione e le stesse condizioni materiali di sopravvivenza.
Per alcuni decenni l’espansione sembra confermare l’idea che la galassia sia soprattutto uno spazio immenso e disponibile, ricco di mondi da esplorare e risorse da sfruttare. Questa convinzione comincia però a incrinarsi quando le missioni raggiungono sistemi sempre più lontani. Nel giro di pochi anni, tre scoperte costringono l’umanità a riconsiderare non soltanto il proprio posto nell’universo, ma anche la natura delle tecnologie che hanno reso possibile raggiungerlo.
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La prima riguarda la vita extraterrestre. Numerosi mondi ospitano ecosistemi complessi e organismi radicalmente diversi da quelli terrestri. Nessuna delle specie incontrate ha mostrato finora segni di intelligenza equiparabile a quella umana, ma questo non le rende innocue: predatori, parassiti, agenti patogeni e intere biosfere ostili hanno trasformato l’esplorazione di alcuni pianeti in un’attività estremamente pericolosa.
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La seconda riguarda ciò che è venuto prima. Recenti ritrovamenti dimostrano che una civiltà tecnologicamente avanzata ha preceduto l’umanità di milioni di anni; alcune delle strutture che ha lasciato sono ancora operative e possiedono un potere distruttivo capace di annientare intere flottiglie in pochi istanti. Nessuno sa che fine abbiano fatto i loro costruttori, né quale entità, forza o catastrofe possa aver posto fine a una civiltà tanto avanzata.
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La terza riguarda la stessa Voidmass. La sostanza che ha aperto all’umanità le rotte interstellari sembra produrre effetti collaterali che sfuggono alla comprensione degli scienziati. Durante i viaggi più lunghi, questi fenomeni possono manifestarsi direttamente sugli equipaggi, provocando alterazioni della percezione, ricordi impossibili, esperienze condivise e altri eventi tanto inspiegabili quanto inquietanti.
I capitoli che seguono ripercorrono il secolo di scoperte, conflitti e trasformazioni che hanno condotto l’umanità fino a questo punto.